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Imparare giocando: il metodo Montessori

Maria Tecla Artemisia Montessori, meglio conosciuta come Maria Montessori, è stata una pedagogista, educatrice e medico, che attraverso le sue ricerche e scoperte scientifiche ha stravolto, migliorandolo significativamente, il mondo dell’educazione. Il metodo che porta il suo nome, ancora oggi, è simbolo di avanguardia e progresso. 
 

“Il gioco è il lavoro del bambino”, una frase delfica

Secondo Maria Montessori, “il gioco è il lavoro del bambino”. Con questa asserzione, sosteneva che il gioco è l’attività più propizia allo sviluppo fisico, mentale ed intellettuale dei bimbi. I giocattoli, intesi quali strumenti di divertimento, rappresentano lo strumento che permette ai bambini di “lavorare”. L’attività del gioco deve essere volontaria, spontanea e soprattutto piacevole, per permettere ai bambini di espandere la propria creatività, sviluppare le competenze linguistiche e sociali e le abilità fisiche, a tal proposito è necessario che i giocattoli possano insegnare ai bimbi a capire come funzionano gli oggetti, sviluppare nuove idee, insegnare loro a misurare i livelli di forza, accrescere l’immaginazione, risolvere problemi e imparare a collaborare con gli altri.
 

Giocando si impara 

Il gioco, dunque, secondo il metodo Montessori è un vero strumento di apprendimento. Colorare, costruire, montare e altre attività simili sono indispensabili affinché il bambino sperimenti la realtà con libertà e spensieratezza. Spesso, infatti, come dimostrano le neuroscienze si impara meglio se la modalità di acquisizione delle nuove nozioni arreca un particolare sforzo fisico e mentale, bensì stimola alla creatività e alla consapevolezza individuale in maniera serena. 
 

Un consiglio per gli adulti 

Forse ciò che oltre settant’anni fa sosteneva Maria Montessori, riguardo i bambini, potrebbe essere tenuto presente anche dagli adulti. Spesso, infatti, le persone ritengono che con maggiori carichi di stress si riescano a ottenere risultati più soddisfacenti, tuttavia tale credenza non sempre è riscontrata nella pratica. È bene, perciò, concedersi dei momenti di gioco interiore ed esteriore per imparare dalla realtà come i bambini.